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Il lago di Resia e il passo Resia

Il lago di Resia, che dista pochi km da Glorenza, è una delle attrazoni naturali più apprezzate della val Venosta, anche grazie all’effetto sorprendente e suggestivo che provoca il campanile di Curon, spuntando solitario tra le acque.
Lago di Resia
Un tempo, in questa zona, si trovavano tre laghi: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. Agli inizi del XX secolo nacque l’idea di poter utilizzare questi bacini lacustri per produrre energia elettrica, ma solo nel 1950 fu realizzata una diga che unì i primi due laghi, ottenendo il lago attuale, il più grande della regione.
Questo progetto comportò l’abbattimento del centro abitato di Curon e di una parte di quello di Resia, che vennero ricostruiti in posizione più elevata. Solo il campanile della chiesa risalente al XIV secolo, affiora dalle acque, ricordando la tragedia che visse la popolazione, costretta ad abbandonare le proprie case.
A pochi km dal lago, troverete il passo Resia, ubicato nei pressi della Svizzera e che separa l’Italia dall’Austria, a ovest del Brennero.
La strada che attraversa il valico ha delle origini molto antiche, addirittura risalenti al periodo preromano, quando un sentiero metteva in comunicazione la valle dell’Inn con l’Alta Val Venosta. In epoca romana fu realizzata la Via Claudia Augusta, inaugurata nel 50 d.C., che passava per il passo. Nel Medioevo il passo Resia fu un giogo molto trafficato.
Durante il primo conflitto mondiale, iniziarono i lavori per continuare la ferrovia Merano-Malles fino a Landeck in Austria. Con la fine della guerra i lavori furono interdetti.
Nelle vicinanze del passo, verso la fine degli anni '30,  furono realizzati due sbarramenti,  lo sbarramento Passo Resiae lo sbarramento Pian dei Morti, per contrastare un’eventuale avazata  nazista.  Queste strutture furono utilizzate dalla NATO durante la Guerra Fredda.